Il destino del mondo fiat

Il Commento del giorno

– di WisyWally

 

Iniziamo con una carrellata di grafici, i quali ci permettono di dire a cuor leggero che tutti i tipi di stimolo, fiscale e monetario, non sono altro che delle frodi. Ci suggeriscono che c’è più domanda (denaro) in giro di quanto ce ne sia in realtà e ingannano le persone, facendole fare cose che non dovrebbero fare: i consumatori spendono oltre le loro capacità, vengono prodotte cose che nessuno vuole in realtà e gli investitori comprano azioni i cui prezzi sono fasulli.

Tutti ricordano il panico del 2008 e come eruttò apparentemente dal nulla, devastando il mondo in un batter d’occhio.In verità, ci sono voluti anni per arrivare a quel punto e poi quasi un altro anno prima che passasse. Alla fine del 2006 si invertì la curva dei rendimenti e il mercato obbligazionario iniziò a vedere le prime fratture, circa due anni prima del crash ufficiale. La debolezza economica si sarebbe manifestata per la prima volta, negli Stati Uniti e altrove, nei primi mesi del 2007.

A marzo del 2007 Ben Bernanke disse che il rischio nel mercato subprime fosse stato contenuto, perché c’era già un evidente indebolimento. Non sembrava che la situazione fosse così cupa, nonostante tutti i segnali d’allarme, eppure sappiamo tutti come è andata a finire. Il NBER non ha confermato “ufficialmente” la recessione fino al dicembre 2008, dopo più di un anno e mezzo in cui se ne parlava e innumerevoli assicurazioni ufficiali che non ci sarebbe stata alcuna recessione.

Diversamente da allora, la maggior parte dello stimolo monetario da parte delle banche centrali è rimasto confinato nel settore finanziario e lì ha gonfiato delle bolle abnormi, come mostrato anche dai rendimenti obbligazionari negativi della curva svizzera (portando il totale globale delle obbligazioni sottozero a $13.700 miliardi). Bassi tassi d’interesse rendono più facile accedere al credito, soprattutto per le banche. Allo stesso tempo, il basso rendimento dei titoli di stato rende poco attraente l’investimento in queste opzioni a lungo termine. L’inflazione e il basso ritorno sulle opzioni d’investimento scoraggiano le persone a risparmiare ed incoraggiano le spese. Inoltre i tassi d’interesse bassi si traducono in un basso rendimento per le banche che concedono credito ai consumatori. Consumi elevati, bassi investimenti e bassi profitti in tutte le attività bancarie incidono fortemente sulla capacità delle banche europee di competere.

L’esempio di Deutsche Bank dimostra il fallimento delle politiche della BCE: il valore della banca è diminuito in modo sostanziale nonostante il QE e ciò che è peggio è che la sua strategia di recupero è stata in definitiva compromessa da tale politica. L’intenzione di Deutsche Bank di ridurre la sua presenza a livello globale è un brutto segno. Le conseguenze negative delle politiche monetarie espansive richiedono un po’ di tempo prima di manifestarsi, ma alla fine emergono. Deutsche Bank era già debole e quindi gli effetti delle attuali politiche sono eruttati prima lì, ma nel lungo termine vedremo effetti aggiuntivi in tutta l’economia più ampia.

Più a lungo si protrarrà la debolezza nell’economia reale (come vediamo da Germania, Stati Uniti e Europa in generale), maggiore sarà la probabilità che si trasformerà in una flessione più grave. Le persone e le aziende terranno duro il più a lungo possibile, ma se il trend continuerà, alla fine getteranno la spugna (perché nonostante le apparenze il deleveraging affrontato da Main Street è stato ridicolo).

A seconda di come finisca nell’economia più ampia, questa inflazione della massa monetaria provoca reazioni eccessive e avverse che possono essere facilmente scambiate per una crescita reale: più spesa per i consumatori, più espansione aziendale, più prezzi alti delle azioni. Ma è tutta una illusione e man mano che si espande, l’economia diventa sempre più debole, sempre più dipendente dall’inflazione ed i pianificatori centrali devono raccontare frottole sempre più grandi per evitare che il castello di carte cada rovinosamente a terra.

Ma come possiamo vedere gli indicatori chiave (salari, crescita del PIL, vendite finali) sono tutti rimasti al palo. Soprattutto la produzione industriale, che nonostante tutto lo stimolo finora scaraventato nei mercati finanziari, non è nemmeno ritornata ai livelli pre-crisi. Non solo ma segni evidenti di una nuova flessione li possiamo ritrovare nelle difficoltà affrontate dal settore dei trasporti che sin dall’inizio dell’anno perde sangue.

Le azioni sono salite di prezzo, ma tali prezzi gonfiati non sono la stessa cosa della ricchezza reale. In primo luogo, il mercato azionario potrebbe scendere della metà domani e puff! Migliaia di miliardi di questa finta ricchezza svanirebbero nel nulla. Ancora più importante, questa finta ricchezza sta soppiantando quella reale. Il denaro a breve termine e a basso costo della FED viene spesi per trucchi economici; la costruzione della ricchezza a lungo termine è stata abbandonata. La cosa grave è che il capitale sta venendo consumato, non più accumulato.

La società è stata spinta a pensare solo ed esclusivamente al breve termine, con tutte le storture che ne derivano. L’innalzamento artificiale delle preferenze individuali funziona come una pistola puntata alla tempia: spinge gli attori di mercato dove non vorrebbero andare. Ecco che si creano fratture al loro interno, conflitti, risentimento. L’abbassamento artificiale dei tassi d’interesse è il peggior veleno che esista in natura, perché si insinua subdolamente negli scambi di informazione più importanti di tutti: le transazioni in denaro.

Manipolando la natura di queste informazioni, la decodifica che gli individui danno delle informazioni che ricevono è fasulla. E questo a catena distorce ogni aspetto della vita. Non si tratta solo degli aspetti economici, ma l’abbassamento artificiale dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali va a spiegare tutti quei problemi sociali di cui soffriamo oggi giorno. In particolar modo, il conflitto tra gli esseri umani perché la guerra e la battaglia sono i modi in cui il breve termine esige la soddisfazione dei propri desideri. in caso di attesa, l’occasione svanisce e non si presenterà più.

Una bassa preferenza temporale, invece, stimola il risparmio, la ponderazione, la valutazione attenta e la cooperazione. È il motivo per cui il ritorno del sound money è essenziale in questa era economica turbolenta: bitcoin. È necessario fare ordine e pulizia, cosa che solo il libero mercato può fare. I membri del Congresso USA McHenry e McPatrick l’hanno capito e devono fare i conti con la fine della strada per le manipolazioni: rendimenti decrescenti. Se sono furbi agiranno come agì il presidente Harding nel 1921. Altrimenti seguiranno la via di Libra, dimostrando per l’ennesima volta come anche gli spacciatori di illusioni finiscono per auto-illudersi credendo alle loro stesse menzogne.

 

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