Le ceneri del vecchio mondo e l’ascesa di Bitcoin

Il Commento del giorno

– di WisyWally

 

L’uso del leverage (denaro preso in prestito) per stimolare la spesa oggi deve, per definizione, ridurre il consumo in futuro e in sostanza il debito non è altro che consumo futuro eliminato. Gli economisti keynesiani sostengono che portare abbastanza consumo futuro nel presente serva a stimolare una crescita positiva. Il leverage serve quindi a compensare gli alti e bassi. Questo ha una certa logica ed è per questo che è una credenza così diffusa.

Keynes sosteneva che il denaro preso in prestito per alleviare la recessione dovrebbe essere rimborsato nel momento in cui sarebbe entrata in gioco la crescita. Keynes non credeva nello stimolo fiscale senza fine che invece viene incoraggiato oggi dai suoi discepoli, ma questo è il suo retaggio avendo aperto le porte dell’inferno con le sue idiozie atte a giustificare l’azzardo morale.

In secondo luogo, come è stato ben documentato da Ken Rogoff e Carmen Reinhart, arriva un punto in cui troppo leverage diventa distruttivo. Non c’è un modo esatto per saperlo, ma arriva quando i creditori, in genere nel settore privato, decidono che i mutuatari (privati ​​o statali) potrebbero avere qualche difficoltà a ripagare e iniziano a chiedere tassi d’interesse più alti per compensare i loro rischi.

Un’economia overleveraged non può permettersi tassi più alti e ne consegue una contrazione economica. A volte è grave, a volte può essere assorbita. Quando è accompagnata dallo scoppio di una bolla, è particolarmente disastrosa e può richiedere un decennio o più per uscirne, come il mondo sta scoprendo ora.

Ogni grande “miracolo economico” dalla fine della seconda guerra mondiale è stato il risultato del leverage. Spesso è stato accompagnata da politiche fiscali e monetarie “stimolanti”. Ogni singolo “miracolo” è finito in lacrime e questa volta non sarà diverso. I primi segnali evidenti della malattia li vediamo proprio nel mercato dei prestiti leveraged e in secondo luogo nel mercato obbligazionario più ampio dove i titoli junk hanno rendimenti negativi (secondo grafico, il che significa consumano ricchezza), il motivo per cui l’oggetto inamovibile (preferenze temporali individuali) si scontrerà con l’oggetto lanciato a tutta velocità (economia stimolata artificialmente).

Possiamo dire a cuor leggero che tutti i tipi di stimolo, fiscale e monetario, non sono altro che delle frodi. Ci suggeriscono che c’è più domanda (denaro) in giro di quanto ce ne sia in realtà e ingannano le persone, facendole fare cose che non dovrebbero fare: i consumatori spendono oltre le loro capacità, vengono prodotte cose che nessuno vuole in realtà e gli investitori comprano azioni i cui prezzi sono fasulli.

A seconda di come finisca nell’economia più ampia, questa inflazione della massa monetaria provoca reazioni eccessive e avverse che possono essere facilmente scambiate per una crescita reale: più spesa per i consumatori, più espansione aziendale, più prezzi alti delle azioni. Ma è tutta una illusione e man mano che si espande, l’economia diventa sempre più debole, sempre più dipendente dall’inflazione ed i pianificatori centrali devono raccontare frottole sempre più grandi per evitare che il castello di carte cada rovinosamente a terra.

Ma come possiamo vedere gli indicatori chiave (salari, crescita del PIL, vendite finali) sono tutti rimasti al palo. Soprattutto la produzione industriale, che nonostante tutto lo stimolo finora scaraventato nei mercati finanziari, non è nemmeno ritornata ai livelli pre-crisi. Non solo ma segni evidenti di una nuova flessione li possiamo ritrovare nelle difficoltà affrontate dal settore dei trasporti che sin dall’inizio dell’anno perde sangue.

Le azioni sono salite di prezzo, ma tali prezzi gonfiati non sono la stessa cosa della ricchezza reale. In primo luogo, il mercato azionario potrebbe scendere della metà domani e puff! Migliaia di miliardi di questa finta ricchezza svanirebbero nel nulla. Ancora più importante, questa finta ricchezza sta soppiantando quella reale. Il denaro a breve termine e a basso costo della FED viene spesi per trucchi economici; la costruzione della ricchezza a lungo termine è stata abbandonata. La cosa grave è che il capitale sta venendo consumato, non più accumulato.

La società è stata spinta a pensare solo ed esclusivamente al breve termine, con tutte le storture che ne derivano. L’innalzamento artificiale delle preferenze individuali funziona come una pistola puntata alla tempia: spinge gli attori di mercato dove non vorrebbero andare. Ecco che si creano fratture al loro interno, conflitti, risentimento. L’abbassamento artificiale dei tassi d’interesse è il peggior veleno che esista in natura, perché si insinua subdolamente negli scambi di informazione più importanti di tutti: le transazioni in denaro.

Manipolando la natura di queste informazioni, la decodifica che gli individui danno delle informazioni che ricevono è fasulla. E questo a catena distorce ogni aspetto della vita. Non si tratta solo degli aspetti economici, ma l’abbassamento artificiale dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali va a spiegare tutti quei problemi sociali di cui soffriamo oggi giorno. In particolar modo, il conflitto tra gli esseri umani perché la guerra e la battaglia sono i modi in cui il breve termine esige la soddisfazione dei propri desideri. in caso di attesa, l’occasione svanisce e non si presenterà più.

Una bassa preferenza temporale, invece, stimola il risparmio, la ponderazione, la valutazione attenta e la cooperazione. È il motivo per cui il ritorno del sound money è essenziale in questa era economica turbolenta: bitcoin. È necessario fare ordine e pulizia, cosa che solo il libero mercato può fare. I membri del Congresso USA McHenry e McCarthy l’hanno capito e devono fare i conti con la fine della strada per le manipolazioni: rendimenti decrescenti. Se sono furbi agiranno come agì il presidente Harding nel 1921. Altrimenti seguiranno la via di Libra, dimostrando per l’ennesima volta come anche gli spacciatori di illusioni finiscono per auto-illudersi credendo alle loro stesse menzogne. E potete star certi che, nonostante tutte le chiacchiere di un presunto ban, Libra verrà approvata perché non esiste più una domanda di mercato per gli asset che Calibra accumulerà nella sua cosiddetta “riserva di asset”. Questa domanda artificiale è il motivo principale per cui potete star certi che Libra verrà approvata infine, in questo modo la Everything Bubble potrà continuare ad essere gonfiata visto che da sole le banche centrali non ce la fanno più a mandarla avanti. Per non parlare poi del rischio sistemico posto da alcune entità finanziarie decotte ormai.

Scandalo dopo scandalo, Deutsche Bank è riuscita a sopravvivere un giorno in più, soprattutto con escamotage come quello più recente in cui licenziava 18.000 unità del suo personale. Inoltre non dimentichiamo la sua gigantesca esposizione ai derivati (molti dei quali andati a male) per un totale di $49.000 miliardi (primo grafico). Inoltre a partire dalla fine dell’anno scorso la banca aveva attivi totali per $1.541miliardi e passività totali per $1.469 miliardi. In altre parole, non c’è molto equity e le cose si sono deteriorate rapidamente sin da allora, soprattutto considerando che viene prelevato un miliardo di dollari al giorno dalla banca. Morale della favola: la struttura della banca si è deteriorata ancora di più nonostante tutti presunti fix che sono stati messi in campo sin dalla crisi 2010.

Il fallimento di Deutsche Bank potrebbe presto diventare una grave crisi per l’intero sistema finanziario globale (secondo grafico). Infatti è interconnessa con player come JPMorgan Chase, Citigroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America e altre grandi banche in Europa. Ah, e come scordare Poste Italiane?

Una nuova crisi finanziaria innescata da un crollo di Deutsche Bank spingerà ancora più persone a scoprire le criptovalute come alternativa al denaro fiat, poiché i difetti del vecchio sistema diventeranno più ovvii. Un salvataggio costoso e ingiusto del sistema riporterà alla mente il titolo del Times “Chancellor on brink of second bailout for banks” del 3 gennaio 2009, inserito da Satoshi Nakamoto nel genesis block di Bitcoin, ribadendo ancora una volta al mondo il motivo della sua nascita.

 

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