Bitcoin e le “attività illegali”

Il Commento del giorno

– di WisyWally

Bitcoin e altre criptovalute hanno una cattiva reputazione a quanto si legge dagli organi di stampa mainstream e una recente nota della Banca d’Italia dal titolo “Avvertenza per i consumatori sui rischi delle valute virtuali da parte delle autorità europee” fa notare che Bitcoin sia troppo rischioso per essere utilizzato dalla gente comune. Nella nota si dice inoltre che le criptovalute mancano di garanzie e protezione di terze parti. Vediamo se abbiamo capito bene: VISA espande il suo team dedicato alle criptovalute, i maggiori rivenditori giapponesi Bic Camera/Rakuten hanno imbastito infrastrutture in grado di accettare criptovalute, il più grande rivenditore della Svizzera ha integrato pagamenti in criptovalute e Bakkt-Starbucks si accinge (potenzialmente) a fare la stessa cosa negli Stati Uniti… ma Bitcoin e le altre criptovalute fanno male alla gente comune secondo l’Italia. Non c’è niente di nuovo in questo atteggiamento.

Anche se non fa la parte del leone in nessun mercato illegale, Bitcoin è salito agli onori della cronaca in parte perché era la valuta di scelta su Silk Road, un mercato per droghe leggere sostanzialmente. La rivista Wired ci offre molti dettagli di come funzionasse, un’analisi oggettiva senza essere infarcita di opinioni denigratorie o positive.

A differenza invece di altri articoli come il seguente “Sex, Drugs and Bitcoin“, i quali tentano di dedurre la quantità di attività illegali che utilizzano Bitcoin. L’articolo evidenzia semplicemente piccoli e frequenti scambi con un’unica fonte come probabile indicatore di attività illegali; ad esempio, piccoli e ripetuti acquisti di droga. (Non si capisce cosa c’entri il “sesso”, visto che appare solo nel titolo.)

L’ironia in tutto ciò è che il design di Bitcoin limita la sua utilità per il riciclaggio di denaro, il baubau per eccellenza affibbiato alla valuta virtuale sin dall’inizio. Tutte le operazioni sulla blockchain di Bitcoin sono visibili per sempre, identificate da una chiave pubblica appartenente alle parti della transazione. Mentre l’identità del mondo reale non è immediatamente evidente, l’FBI ha sequestrato le chiavi private di Ross Ulbricht, il creatore di Silk Road, facilitando l’accesso ai suoi bitcoin e alla visione di ogni transazione in Bitcoin che lo coinvolgeva. Sebbene queste informazioni non abbiano portato ad altri arresti e accuse di reati di droga, il governo degli Stati Uniti sta attualmente tentando di estradare James Ellingson.

La blockchain di Bitcoin non è un luogo utile per il riciclaggio di denaro su larga scala. Il numero totale di transazioni sulla blockchain di Bitcoin il 3 gennaio 2018 è stato di 290.861, per un valore medio di $12.500, il che difficilmente la rende un posto utile per qualcuno che voglia riciclare decine di milioni di dollari con una certa continuità. Gli scambi di Bitcoin potrebbero fornire un modo alternativo per riciclare denaro, ma è praticamente impossibile farlo in modo anonimo.

A parte le leggi sulle droghe, non è così ovvio che tutti gli “usi illegali” di Bitcoin debbano essere considerati una cosa negativa. Ad esempio, non tutti i Paesi hanno politiche monetarie assennate come quelle degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale. Sebbene problematici, i tassi d’inflazione dell’1% o 4% non sono indicativi di problemi molto gravi. Invece il tasso d’inflazione in Venezuela, stimato da Steve Hanke a circa 65.000% all’anno, implica che i prezzi aumentano di circa il 2% al giorno. Cosa possono fare le persone di fronte a tale inflazione? Spendono denaro il più in fretta possibile. Questa elevata inflazione è accompagnata da terribili condizioni di vita; molti venezuelani tentano di emigrare, con i più poveri che camminano dal Venezuela al Perù. L’elevata inflazione è combinata con severi controlli sul capitale che limitano la capacità dei venezuelani di detenere altre valute o di trasferire i loro fondi all’estero. Mentre il governo non impedisce alle persone di andarsene, rende loro difficile partire con una valuta diversa dal bolivar.

Bitcoin aiuta i venezuelani a trasferire fondi all’estero. Può essere fatto in meno di un’ora, praticamente senza probabilità che il trasferimento venga rilevato e chi lo fa venga gettato in prigione. Mentre alcuni potrebbero considerare tale attività come una cosa negativa, dopo tutto è illegale, le persone in circostanze così terribili, causate da orribili politiche statali, sono in grado di trovare una via d’uscita.

Ironia della sorte, il riciclaggio di denaro dai proventi della droga tra Messico e Cina è associato ai controlli sui capitali. I soldi trasferiti in Cina passano attraverso i broker e serve a pagare i prodotti chimici per produrre le droghe. E i cittadini cinesi usano i broker per trasferire questi fondi all’estero ed evitare i controlli sui capitali imposti dal governo cinese. Se non ci fossero controlli sul capitale, trasferire denaro in Cina per pagare queste sostanze chimiche potrebbe essere molto più difficile.

Come il Venezuela, negli ultimi anni l’Argentina ha avuto un’inflazione elevata e controlli sui capitali. Gli argentini hanno tentato di evitare le conseguenze nefaste dell’inflazione accumulando dollari americani, ma il governo ha fatto di tutto per limitare le importazioni di dollari. Ha addirittura addestrato alcuni cani affinché alla dogana individuassero chi tentasse di portarsi dietro dollari. Bitcoin offre un’alternativa quasi anonima, quasi impossibile da confiscare.

Bitcoin può essere utilizzato per limitare i danni di un’inflazione elevata e dei controlli sui capitali. Sebbene venga considerato un “uso illegale”, sembra a tutti gli effetti una cosa davvero buona.

Per approfondire segui WisyWally.