Bitcoin ed il Red Flag Act

Il Commento del giorno

– di WisyWally

Nella seconda metà del 1800 cominciavano a spuntare per le strade dell’Europa occidentale le prime auto. Ad oggi stiamo assistendo ad una replica del gioco politico che caratterizzò questo sviluppo. Poiché le industrie attuali sono minacciate dalle nuove tecnologie, in genere ne parlano in pubblico e discutono appassionatamente del suo potenziale, ma solo in termini di come possa supportare le industrie esistenti. In nessuna circostanza la nuova tecnologia deve essere in grado di sostituirle.

Un famoso esempio è la legge sulle locomotive del 1865 nel Regno Unito, meglio conosciuta come Red Flag Act. Era una legge che limitava la velocità delle automobili a 2 miglia all’ora nelle aree urbane, e richiedeva che avessero sempre un equipaggio di tre persone: un autista, un fuochista e un uomo che ne annunciasse il passaggio sventolando una bandiera rossa.

L’automobile era fantastica, ma solo fino a quando non minacciava le industrie delle ferrovie o delle diligenze. Infatti, più tardi, si scoprì che c’erano loro dietro l’attività di lobby che portò all’approvazione del Red Flag Act. L’industria automobilistica nascente era destinata a rendere obsolete le vecchie industrie, pertanto andarono in Parlamento e millantarono di quanto fossero importanti le loro di industrie e affermarono che il loro interesse era puramente un interesse pubblico. Proprio come accade oggi per quanto riguarda l’isterismo nei confronti di una regolamentazione delle criptovalute.

E certo, il Parlamento convenne a suo tempo che le industrie delle diligenze e delle ferrovie fossero importanti, ma commise l’errore di vedere ieri come un tempo presente ed eterno: quelle industrie erano importanti solo prima del cambio di tecnologia portato dall’auto, un cambiamento che era già in corso. Le leggi speciali che queste industrie fecero approvare, causarono l’inevitabile ritardo tecnologico nel Regno Unito e, quindi, l’industria automobilistica del Regno Unito perse vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza straniera.

La morale della storia è che lo stato è il nemico del progresso e che le grandi realtà usano lo stato per soffocare il progresso e danneggiare la società, e non dovremmo più permettere che ciò accada. Non dobbiamo permettere allo stato di interferire con i nuovi modelli d’impresa che circondano l’abbondanza creata dalla rivoluzione digitale. Non dobbiamo permettere allo stato di azzoppare o distruggere la rivoluzione monetaria che Bitcoin rappresenta. Non dobbiamo permettere o accettare nessuna legge che abbia a che fare col copyright o con Bitcoin, e laddove esista una legge simile, dovremmo ignorarla.

Dobbiamo comprendere che alla radice del Red Flag Act del 1865, dei brevetti che soffocavano lo sviluppo del motore a vapore, del Sony Bono Copyright Extension Act, dell’ACTA, dell’HADOPI, delle miriadi di leggi sul copyright e di tutte quelle altre leggi che danneggiano la società, c’è un potere che da forza a tutte: la violenza e la sopravvivenza strenue dall’obsolescenza.

Se continuate a pregare lo stato per la vostra libertà, non la otterrete mai. Se vi unite ad esso e provate a cambiarlo dall’interno, potreste spendere la vostra vita a provarci, ma probabilmente fallirete, e nel frattempo il danno alla società ed alle persone sarebbero di una grandezza incalcolabile. La prova di ciò è il fiume incessante di nuove leggi come il Red Flag Act che vengono implementate ogni anno.

Smettere di mendicare la propria libertà con dimostrazioni, inutili marce, proteste e lettere, è un primo passo. Il secondo è afferrare la propria libertà: accettare Bitcoin come pagamento per beni e servizi. In questo semplice gesto è condensata un’intera filosofia, politica ed economica, che è riassunta da un semplice adagio: fare qualsiasi cosa si voglia fintanto che non si danneggia o non si minaccia nessuno quando la si fa.

Per approfondire segui WisyWally.