Il re è morto. Viva il re.

Il Commento del giorno

– di WisyWally

Le tecnologie non hanno lo stesso tipo di ciclo vitale degli esseri umani. Sono più simili alle specie, nascono e si evolvono lentamente con i loro habitat. La mania delle ICO ha raggiunto il picco nel marzo 2018, quando le startup blockchain rendevano $1,75 miliardi e il mercato ICO sembrava inarrestabile. A novembre tale cifra era scesa a $360 milioni. Oh, e il prezzo di bitcoin era sceso di circa due terzi. In realtà era inevitabile che scoppiasse, la mania, una necessità del processo di maturazione di questa nuova tecnologia. Ciononostante la stampa ha accolto questo processo come una marcia funebre, un corteo di persone disilluse da un qualcosa che sembrava promettere mari e monti e invece non ha lasciato altro che macerie. Una triste fine, potreste pensare, per tutti coloro che avevano speso tempo ed energie per studiare e cercare di capire meglio cosa fosse bitcoin e come funzionasse. Inutile girarci intorno: il movimento blockchain è morto.

Duecentocinquanta milioni di anni fa la Siberia vide l’inizio di eruzioni vulcaniche che con la loro lava alla fine coprirono un’area di 770.000 miglia quadrate e non si fermarono per un milione di anni. Si stima che il 96% delle specie marine e il 70% degli abitanti della terra si fossero estinti. È conosciuto come l’evento di estinzione del Permiano-Triassico. Ciononostante la vita è andata avanti, dopo molte prove e tribolazioni, certo, ma eccoci qui a commentare la morte del movimento blockchain. Nella grande narrazione della vita sulla Terra, una catastrofe di proporzioni che non possiamo lontanamente immaginare è stata ridotta ad una pagina di Wikipedia e ad alcuni documentari su Discovery Channel. Col senno di poi siamo molto bravi a spiegare come una tecnologia ha cambiato il mondo. Pensate ad Internet. Pensate a come le auto abbiano sostituito i cavalli e a come anche l’uomo medio capisca di motori. Quello che non comprendiamo all’inizio, il disordine durante le transizioni, è la cosa davvero interessante.

Nell’ultimo anno un movimento è morto e sono stati piantati i semi di un’industria. Quando un gruppo di piccoli imprenditori indipendenti trova una nuova idea, spesso decide di far parte di una rivoluzione che sconvolgerà lo status quo. Niente di più vero con la tecnologia bitcoin/blockchain. La sua natura, in cui gli individui possono fare a meno degli intermediari, ha spinto le persone a considerare le sue applicazioni come un elisir per qualsiasi problema politico nel mondo. Le persone hanno iniziato a sognare ad occhi aperti, sognare di abbattere vecchi ordini che disprezzavano. L’opposizione a questa tecnologia ci ha fatto vedere anche strani compagni di letto: i più ardenti gold bug ed i socialisti hanno visto minacciate le loro valute preferite. Nel frattempo avevamo visto come Internet abbia trasformato la società in innumerevoli modi e la tentazione di trovare la prossima “grande cosa” era schiacciante. La tecnologia bitcoin/blockchain è diventata quindi meno una nuova e promettente tecnologia informatica e più uno strumento per la propria politica. Le sfumature di grigio sono andate perse e la previsione del futuro è diventata l’ordine del giorno. Le chiacchiere in cui la gente sui social media che la blockchain è o il fondamento di una società utopica o una grande truffa si trascineranno ancora un po ‘, ma non ha più importanza ormai.

La tecnologia bitcoin/blockchain non cambierà il mondo nel senso rivoluzionario di cui è stato discusso negli ultimi anni, ma i “sopravvissuti” continueranno a cambiare il mondo. Alcuni di loro potrebbero avviare mega società che diventeranno nomi noti a tutti nel futuro prossimo; altri saranno assunti da banche di Facebook, Google o Wall Street che potrebbero andare a costituire lo status quo che hanno cercato di rovesciare. Quelle società li cambieranno e loro cambieranno quelle società. Tra 20 anni avremo una storia da raccontare e la sentiremo ripetere anche nei documentari: come è morto un movimento, da cui è nato un settore industriale nuovo che ha apportato miglioramenti alla vita di tutti i giorni e si è evoluto incenerendo gli scetticismi che ancora adesso persistono. Un esempio recente è il continuo travaso di bile di Roubini senza aver capito niente della tecnologia bitcoin. Equiparare bitcoin ad una bolla in generale è una cosa che ci si può aspettare da parte di chi non dispone degli strumenti di base per comprendere né la struttura del libero mercato, e quindi la scienza economica, né bitcoin. Queste equiparazioni sono equivalenti alla seguente di Paul Krugman, premio Nobel per l’economia: “Entro il 2005 sarà divenuto chiaro che l’impatto di Internet sull’economia sarà non superiore a quello del fax”. Ricordiamoci quindi di questi articoli fra qualche anno, come oggi ci ricordiamo di queste parole di Krugman.

Bcademy è nata proprio per questo motivo: semplificare la complessità dei fenomeni economici e tecnologici per tutti coloro interessati ad ottenere gli strumenti conoscitivi adeguati.

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